Stato di fatto dei torrenti di Maggianico e Chiuso

Inviato da avatar Redazione Lecco Partecipa il 01-05-2017 alle 09:16 Leggi/Nascondi
1 consensi
Segnala Segnala come rilevante - Segnalato rilevante da 0 persone.

Lecco, 26 aprile 2017

          Con questo documento, quale contributo alla discussione nell'incontro rionale del "Mercoledì del cittadino", si vuole mettere in evidenza l'importanza di mantenere i torrenti Olasca, Tuff con l'affluente Botta, Ciff e Culigo sotto controllo e in condizioni tali da adempiere al  loro compito funzionale e principale di convogliare a lago le acque sorgive, della fascia boschiva pedemontana che si trova a monte degli abitati di Maggianico, Barco e Chiuso.

 

 1. Il torrente Olasca, che a qualche cittadino della zona risulterà un oggetto misterioso, è completamente intubato o incanalato e posizionato sotto le vie Fornaci, dove sono convogliate tutte le acque del piazzale cava ex Gnecchi & Donadoni, poi passa sotto corso Carlo Alberto, per scendere, prima del complesso Le Piazze, perpendicolarmente alla ferrovia, e sottopassare la via Don Ticozzi, parte degli svincoli del Bione e sempre incanalato, passa tra il sottopasso e l'ingresso al Centro Sportivo per immettersi nel fiume Bione a valle dell'ultimo ponte.
Ebbene tutti possono fermarsi a vedere il colore delle acque che l'Olasca scarica nel Bione. Normalmente presentano un colore grigio tendente al marroncino in quanto trasportano in sospensione limo e argilla cioè materiali naturali, però mi è capitato, alcune volte, di vedere in superficie sostanze oleose, mentre il colore vira sul nero.
Spesse volte i pesci (cavedani, alborelle) risalgono il flusso dell'Olasca in quanto trovano sostanze nutritive.
Ora normalmente la tubazione dell'Olasca sotto corso Carlo Alberto, ogni 5 anni si dovrebbe pulire aspirando il limo depositato sul fondo, e con frequenza annuale andrebbero pulite tutte le caditoie, le griglie e i griglioni in zona Sant'Ambrogio. In caso contrario, se non si fa questo lavoro preventivo, in occasione di forti temporali, che si possono avere da maggio in poi, l'acqua scorre in superficie allagando le proprietà private che sono in fondo a via Sant'Ambrogio vicino al rilevatoferroviario. Si ritiene opportuno, se non  già  realizzato, rilevare con robot e sistemi televisivi lo stato di fatto delle tubazioni e delle canalizzazioni dalla cameretta di testata in alto a via alle Fornaci fino al punto d'immissione nel fiume Bione. 
In caso contrario, non ci sarà da meravigliarsi se fatti come quello successo sul tombotto del torrente Volone in via ponte Alimasco si moltiplicheranno, e non sempre si avrà la fortuna di avere solo danni materiali, ma potrebbe scapparci anche il morto.
Con l'ispezione televisiva si possono inoltre individuare anche gli scarichi abusivi di acque di fogna e di scarichi industriali e provvedere di conseguenza.  Particolare attenzione va fatta per l'esistenza  lungo l'asta del torrente di topi e pantegane.

 

 2. Il torrente Tuff è uno dei torrenti più belli e interessanti di Lecco, limitatamente al tratto che dalla cava, se non erro, Vaiolo scende fino alla parte alta di via Donizzetti.

Poi diventa un torrente senza alcun significato chiuso tra abitazioni fino alle griglie e alla vasca  ritenuta materiali in alto a via Rossini, che dopo ogni temporale si dovrebbe intervenire a controllare ed eventualmente pulire.  Per un tratto, poi, è incanalato sotto via Rossini e ritorna a cielo libero per una cinquantina di metri tra la suddetta via e via Paisiello, scorrendo tra proprietà private che non permettono l'accesso diretto al torrente.
Anche per il torrente Tuff si ritiene opportuno, se non è stato già realizzato, rilevare periodicamente con robot e sistemi televisivi itratti sottopassanti le strade, ma in modo particolare quelli che scorrono sotto fabbricati privati. Il Tuff ricompare a valle di corso Emanuele Filiberto al confine con il parco di villa Ponchielli e scorre a cielo aperto fino  al sottopasso dello scalo merci. Si rivede all'ingresso carraio delle trafilerie di San Giovanni, e scorre per un centinaio di metri parallelamente a via Toscani, poi sottopassa via Brodolini, per immettersi nel lago di Garlate, in una zona sistemata dai pensionati di Maggianico e ora utilizzata anche dagli extracomunitari con i loro barbecue fumanti.
Il tratto, parallelo alle trafilerie, necessita di un adeguata sistemazione della sponda sinistra in modo da evitare che qualche veicolo da via Toscanini finisca nel Tuff.  Detta sistemazione sarebbe bene realizzarla con materiali tipo pali di legno e in acciaio corten.
Nei tratti scoperti si deve verificare la presenza di orti abusivi in alveo e di derivazioni  abusive di acqua dal torrente mediante la posa di tubazioni di vario genere nell'alveo, che impediscono il deflusso regolare delle acque.
La vegetazione e gli arbusti e gli alberelli che crescononell'alveo e non permettono un regolare scorrere dell'acqua vannorimossi senza se e senza ma.
Anche per il Tuff, si deve verificare l'esistenza di scarichi abusivi sia civili che industriali, sia nei tratti coperti che a cielo libero. Infine si deve accertare l'esistenza di ponti abusivi e provvedere  di conseguenza. Anche in questo caso, particolare attenzione va fatta per l'esistenza  lungo l'asta del torrente di topi e pantegane.

Per quanto riguarda il torrente Botta, affluente del Tuff,  si evidenzia la necessità della pulizia della vasca ritenuta materiali  in via Gaudenzio Ferrari, a monte della chiesa Parrocchiale, evitando in tal modo la crescita di canneti o di vegetazione di vario genere. Dopo ogni temporale si dovrebbe intervenire per controllare ed eventualmente pulire la vasca e le griglie.  Per la parte interrata del torrente Botta vale quanto già detto per l'Olasca e il Tuff.

 

 3.  Il torrente Ciff si vede scorrere tra l'edificio utilizzato a suo tempo dalle Suore di Maria Bambina e via alla Fonte, dove fu realizzata una vasca ritenuta materiali e furono installate delle griglie. Tutto il complesso venne costruito per trattenere il materiale lapideo e di vario genere, per cui, dopo ogni temporale si dovrebbe intervenire per controllare ed eventualmente pulire la vasca e le griglie. Il Ciff scorre poi a cielo libero sottopassando le vie  Mascagni, San Rocco ed Emanuele Filiberto. Ritorna allo scoperto per un tratto fino a via Fontanella dove risulta intubato fino a valle della ferrovia. Il tratto da corso E. Filiberto fino a via Fontanella  scorre a lato di un sentiero pedonale; pertanto la sponda destra dovrebbe essere adeguatamente sistemata con pali di legno e acciaio corten. Particolare attenzione andrebbe riservata dopo ogni temporale alla pulizia della vasca e delle griglie esistenti a monte di via Fontanella. Nei tratti scoperti si deve inoltre verificare la presenza di orti abusivi in alveo e di derivazioni abusive di acqua dal torrente mediante la posa di tubazioni di vario genere nell'alveo, che impediscono il deflusso regolare delle acque. 

La vegetazione e gli arbusti e alberelli che crescononell'alveo e non permettono un regolare scorrere dell'acqua vannorimossi senza se e senza ma. I tratti coperti vanno ispezionati periodicamente con robot e sistemi televisivi costatando lo stato di fatto dei tombotti, in modo da evitare crolli improvvisi in occasione di precipitazioni temporalesche catastrofiche e accertando l'esistenza di scarichi abusivi. Particolare attenzione va riservata alle aste del torrente  in prossimità delle abitazioni al fine di eliminare i topi e le pantegane. Il Ciff a valle della ferrovia scorre per un tratto a cielo libero e poi, sottopassando viale Brodolini e la pista ciclo-pedonale, si immette nel lago di Garlate.


 4. Il torrente Culigo è forse il torrente che si trova in condizioni migliori rispetto agli altri  torrentelli. A monte di via ai Mulini si possono ammirare alcune cascate che con l'aumento della portata assumono un aspetto simpatico. Il Culigo sottopassa le vie ai Mulini, Don Morazzone, corso Bergamo e la linea ferroviaria e si può rivedere nel Camping Rivabella dove i Fratelli Malzanni hanno una particolare attenzione per l'unico torrente di Chiuso. Anche per il Culigo sussistono, pur in misura minore, i problemi connessi alla staticità dei tratti coperti, agli scarichi abusivi, alla derivazione abusiva dell'acqua, alla vegetazione esistente nell'alveo che può ostacolare il regolare deflusso delle acque, alla presenza di topi e pantegane che si alimentano con i rifiuti scaricati abusivamente nell'alveo.

           
           Prendendo l'esempio dai comuni di
Valmadrera, Olginate ecc., la maggior parte dei lavori di verifica e controllo nonché di manutenzione ordinaria di ciascuno dei 4 torrenti potrebbe essere affidata a un’associazione di volontariato (certamente ne esistono già a Maggianico e Chiuso) ovviamente con il coordinamento dell'ufficio responsabile del reticolo minore oppure dalla Protezione civile comunale.                                                               

Ing. Giuseppe Rota

Rispondi

Commenti (0)

Nessuna risposta inviata

Legenda

  • marker image
    Lago
  • marker image
    Montagna e aree pedemontane
  • marker image
    Torrenti
  • marker image
    Suolo
  • marker image
    Paesaggio
  • marker image
    Beni storico-artistici
  • marker image
    Discussioni non localizzate
  • marker image
    Più discussioni sullo stesso punto

Qui puoi vedere dove sono localizzate le discussioni e a cosa si riferiscono.

Materiale informativo



Nessuna risorsa presente