Come frequentatore della pista ciclabile mi è capitato spesso, mentre la percorrevo in bici, di rischiare un incidente, soprattutto in punti pericolosi, con persone che la percorrevano camminando affiancate ed occupando tutta la pista o rischiare di investire cani o bambini. Non sarebbe opportuno stabilire un minimo di regole per la fruizione della pista?
penso sia un'ottima idea... avanti con le proposte!
Emanuele
nell'attesa di separare i flussi fra ciclisti e pedoni, su altro sentiero, basterebbe che i pedoni tenessero la loro sinistra. questa ciclopista non è un velodromo ed un po' di pazienza occorre.
Giorgio Mazza
tal proposito,considerato che la "Provincia" con un articolo apparso il 13.10.2007 segnalava che la pista era addirittura usata da ciclomotori e motocros,inviavo una ulteriore lettera al Sindaco lamentando controlli inefficaci. Il 15 corr. seguiva una lettera del Comandante della Polizia Locale il quale asseriva di aver predisposto dei servizi di controllo il quale evidentemente non hanno sortito gli effetti sperato. Vedremo se il problema si ripresenterà con la bella stagione
Rocco Piccinno
Le questioni da voi segnalati sulla pista ciclabile corrispondono ad effettive criticità; alcune le avevamo già riscontrate in modo episodico. Adesso, con le vostre testimonianze, abbiamo una chiara conferma. Volendo fare una prima sintesi, possiamo individuare due tipi di argomentazioni: una relativa ai comportamenti da seguire da parte di chi usa la pista ciclo-pedonale: es. tenere la destra, moderare la velocità, evitare il guinzaglio lungo per i cani sulla pista, non disporsi in riga ecc.; l’altro ordine di problemi riguarda gli aspetti di adeguamento strutturale, cioè alcune opere o interventi migliorativi per la fruizione della pista stessa (illuminazione, maggiore controllo, segnaletica …). Pertanto, l’amministrazione comunale comincerà ad ipotizzare interventi che prendono spunto dalle vostre proposte e vi informeremo periodicamente sullo “stato dei lavori”. Il progetto e21 vuole garantire il più ampio apporto di idee e proposte, anche da punti di vista diversi, per favorire un confronto sereno che porti a costruire orientamenti e soluzioni condivise. E’ quindi necessario aumentare il numero dei partecipanti alle discussioni e vi invitiamo a far conoscere questa iniziativa ad amici e conoscenti, singoli e gruppi o associazioni. A tal proposito stiamo anche coinvolgendo le scuole della città, sia quelle dell’obbligo che le superiori, in modo da avere anche il punto di vista dei bambini e dei giovani. Confidiamo in una attiva partecipazione. A risentirci. L’Assessore all’Agenda21
Io temo che questa iniziativa abbia lo scopo di farci sfogare discutendo un pò fra noi, dico ciò perchè la sensibilità alla mobilità sostenibile è del tutto assente nei nostri amministratori.
Prova ne sia che quando ho inviato all'amministrazione dei precisi rilievi a situazioni specifiche, risolvibili facilmente, non ho mai ricevuto risposta.
Comunque voglio provare per una volta ancora, elencando dei precisi punti critici che sono fastidiosi e/o rendono pericoloso l'utilizzo della bicicletta.
1. Causa i lavori della nuova rotonda di Rivabella, la parte finale della ciclabile è stata ritoccata. Ora, per attraversare la strada sulla striscia pedonale c'è un tratto sconnesso di prato e pietrisco. A costo zero si sarebbe potuto evitare. Attraversata la strada ci si trova a salire su un cordolo di marciapiede alto 5 o 6 cm: pure qui non sarebbe costato nulla fare un piccolo smusso.
A dire il vero ho fatto notare i due problemi quando c'erano i lavori in corso, mi è stato risposto che non potevano dar retta a tutti, che prendevano ordini solo dalla provincia. Scritto all'assessore provinciale Carlo Fumagalli, nessuna risposta.
2. Proseguendo dopo il passaggio a livello, quando ci si immette sulla provinciale, si rischia la vita ogni volta. Basterebbe mettere una zebra per poter attraversare la strada senza che auto e camion ti puntino come se fossi il target del tiro al bersaglio. Di là almeno c'è il marciapiede. So che le biciclette non dovrebbero andare sul marciapiede, ma quando la scelta è tra le regole e la vita non c'è tanto da fare gli schizzinosi... Oltrettutto di là c'è la Casa Sul Pozzo dove alcuni volontari cercano di incentivare i ragazzi all'uso della bicicletta (io sono fra quelli), ma in queste condizioni come si fa?
3. Capita ancor oggi di imbattermi in nuovi lavori stradali (il caso di Rivabella ne è un esempio, ma non l'unico purtroppo) che mi pongono il dubbio che la legislazione sulle barriere architettoniche sia solo una raccolta di consigli: se vuoi seguirli li segui, altrimenti fai come vuoi.
4. Per passare, sempre con la bici, dalle Meridiane a Via Tubi c'è una zebra, giustamente. Ma ci sono anche tre gradini, un salvagente in centro alla strada con due cordoli aguzzi e c'è pure un altro cordolo aguzzo quando arriva all'altra parte della strada.
5. Mi si dirà che le Meridiane sono state costruite tanto tempo fa (non mi pare), quando non si parlava ancora di mobilità sostenibile. Altro esempio, più recente. Salendo dal semaforo di Acquate per via Monte Grappa, volendo prendere la strada poco trafficata che va verso i cimiteri di Acquate e Castello, c'è giustamente la zebra che ti permette di attraversare e quindi salire sul marciapiede, ma poi, quando il marciapiede finisce, si sono dimenticati di fare lo smusso. Risultato: gradino di parecchi cm.
6. La ciclabile della riva sx dell'Adda è praticamente collegata con la ciclabile della riva dx attraverso il ponte A. Visconti. Propongo che il marciapiede di un lato del ponte sia riservato ai pedoni, l'altro ai ciclisti. Lo stesso propongo per il ponte Kennedy. Da attuarsi subito, in attesa di migliore soluzione...
In alternativa, propongo che metà della sede del ponte A.Visconti venga riservata alle biciclette, mentre l'altra metà resti per il solo traffico in uscita da Lecco. In questo modo si agevola l'uso della bicicletta nella nostra città, che solo Dio sa quanto sia necessario. Inoltre propongo di restringere le carreggiate del ponte Kennedy, che ora sono inutilmente e pericolosamente larghe, in modo da ricavare le sedi riservate al traffico ciclabile.
Queste sono le osservazioni che mi vengono in mente in questo momento, sono disponibile sia ad aggiungerne altre, se veramente c'è interesse fattivo da parte vostra, come sono pure a vostra completa disposizione per mostrare sul posto le problematiche che ho cercato di spiegare.
Distinti saluti
Pierluigi Rovagnati